Archive for the ‘Linux’ Category

KSnapshot, scatta la foto al desktop

Monday, May 21st, 2007

Un amico ci chiede di aiutarlo di installare un nuovo software, ma non possiamo raggiungerlo per mostrargli come fare. Non ci resta che catturare alcuni screenshot della procedura d’installazione per inviarglieli via e-mail.

1 Per avviare KSnapshot clicchiamo sulla relativa voce presente nel menù K/Multimedia/Grafica. Nell’interfaccia principale del software spostiamoci sul menu a tendina Modalità di acquisizione e scegliamo l’opzione Finestra sotto il cursore per catturare un’immagine della finestra attiva sul desktop.

2 Impostiamo Ritardo per la foto su Nessun ritardo e spuntiamo Includi le decorazioni della finestra in modo da catturarne tutti gli elementi grafici, compresi i bordi. Quindi clicchiamo su Nuova foto. Il cursore del mouse si trasformerà in un crocino utile per selezionare la finestra da “fotografare”

3 Cliccando con il crocino sulla finestra che ci interessa, KSnapshot ne catturerà uno screenshot memorizzandolo negli appunti. Tornati nell’interfaccia del software clicchiamo Salva con nome… nella schermata che appare assegniamo un nome all’immagine, scegliamo il formato e confermiamo con Salva.

CD K/Ubuntu gratis a casa vostra..

Sunday, May 20th, 2007

Se avete una connessione lenta oppure volete ammirare il fascino della copertina del cd di Ubunut/Kubuntu allora ordinate quanti + cd potete farvi far inviare GRATIS SENZA ALCUN COSTO DI SPEDIZIONE (quindi neanke 0.01€cent) registratevi al sito:

http://shipit.ubuntu.com per farvi inviare il cd di ubuntu

http://shipit.kubuntu.com per farvi ricevere il cd di kubuntu..

non esagerate con le ordinazioni…

Ah dimenticavo, in ogni cd trovate 8 adesivi di K/Ubuntu.

Debian Live Etch

Sunday, May 20th, 2007

Debian Live è un sottoprogetto di Debian (che molti utenti già conosceranno) che ha come obiettivo quello di creare versioni LiveCD della distro di Ian Murdock.
A differenza di altri progetti Debian Live si basa solo su pacchetti utilizzati in Debian, non include pacchetti non ufficiali, utilizza un’immagine del kernel senza patch aggiuntive e gira su tutte le architetture supportate dalla distribuzione.
Oltre a un’immagine masterizzabile su cd-rom il progetto fornisce anche delle immagini per DVD e chiavette USB.
Le varianti disponibili comprendono inoltre i desktop environment Gnome, KDE e Xfce. Ma non è tutto.
Di recente (l’immagine disponibile è datata 23 aprile) il team di sviluppo ha pubblicato una versione Live di Debian Etch che include anche Beryl per tutti gli amanti del desktop 3D.
Insomma un buon incentivo per i nuovi utenti che vogliano provare Etch senza doversi preoccupare di installare la distro su hard disk.

Backtrack

Sunday, May 20th, 2007

Backtrack è una distribuzione Live basata su Slackware, ed è il risultato dell’unione di due precedenti distribuzioni: Whax e Auditor.

Realizzata dal team di RemoteExploit (www.remote-exploit.org), questa distribuzione combina tutte le qualità delle precedenti versioni di Whax e Auditor realizzando una suite senza precedenti per completezza, stabilità e finezza nei dettagli.
La quantità di tool presenti è ottima: oltre ai pacchetti base reperibili in qualsiasi repository, backtrack è completata da software realizzato direttamente dallo staff di RemoteExploit.
Se anche la grande scelta di software non fosse abbastanza per le nostre esigenze Backtrack supporta la user modularity, che ci permette quindi di personalizzare la nostra Live-CD con nostri script, altri tool, kernel personalizzato.

Backtrack contiene tool per ogni esigenza di pentest, infatti contiene software come:
- tools di enumerazione
- archivio di exploit
- scanner di vulnerabilità
- scanner di porte
- password attacks
- sniffers
- SQL injection tools
- Wireless cracking
- Scanner e Cracking di Bluetooth

Consiglio quindi questa distribuzione a chiunque si interessi di sicurezza informatica e penetration test, poichè facile nell’utilizzo, fornita di una grande scelta di software e tool e per una grande capacità di adattamento e personalizzazione.

Download: clicca qui

K/Ubuntu 7.04

Sunday, May 20th, 2007

Londra - Puntuale con il suo tradizionale ciclo semestrale di sviluppo, ieri il team di Ubuntu ha lanciato la nuova release stabile della sua famosa distribuzione Linux. Ubuntu 7.04, chiamata in codice Feisty Fawn, è disponibile per il download qui insieme alle sue principali varianti: Kubuntu, basata sul desktop environment KDE; Xubuntu, che utilizza invece il desktop environment Xfce; e Edubuntu, rivolta al settore educativo.

Ubuntu 7.04 prende il posto della versione 6.10 “Edgy Eft” e, come quest’ultima, arriva nell’edizione desktop e server. Al suo cuore c’è il kernel di Linux 2.6.20 e le interfacce grafiche KDE 3.5.6, GNOME 2.18 e Xfce 4.4.

Le novità sono visibili fin dal processo di installazione, dove il partizionatore del disco Gparted è stato sostituito da Ubiquity e dove è possibile avvalersi del Migration Assistant, tool che permette di importare automaticamente da Windows i segnalibri di Internet Explorer o di Firefox, gli sfondi del Desktop e i contatti di alcuni diffusi instant messenger. Questo tool è soprattutto utile a chi desidera installare Ubuntu in dual-boot con Windows.

In fase di installazione è stato inoltre migliorato il riconoscimento dell’hardware, soprattutto per quanto riguarda i notebook.

In Ubuntu 7.04 fa capolino l’Easy-to-install codec wizard, un programma grafico che semplifica l’installazione di codec multimediali aggiuntivi: nel caso in cui non si riesca a riprodurre un file, il tool suggerisce automaticamente il download del codec più adatto. Il tool Restricted Drivers manager permette invece di installare drive grafici o WiFi proprietari.

Tra i nuovi programmi c’è poi il Gnome Control Center, ereditato da SUSE, che contiene delle applet di configurazione per l’accessibilità, i font, la tastiera e il mouse, il tema del desktop, lo sfondo, il sonoro, l’interfaccia utente, la risoluzione dello schermo, e altri parametri; ntfs-config, che grazie ai driver open source ntfs-3g consente di configurare l’accesso in lettura/scrittura ai dischi con il file-system NTFS di Windows (in precedenza l’accesso, per default, era consentito solo in lettura); Tracker, un desktop search simile a Beagle e Google Desktop; e Avahi, una implementazione open source di ZeroConf che permette di rilevare automaticamente una rete wireless e condividere con altri sistemi della stessa rete musica, file, stampanti e altre risorse.

Gli sviluppatori di Ubuntu hanno poi migliorato l’Help Center, un sistema di aiuto centralizzato di cui è stata limata l’interfaccia e sono stati aggiunti molti argomenti. Il gruppo di volontari italiani che si occupa della traduzione di Ubuntu ha per altro già tradotto quasi tutta la nuova distribuzione.

Dal punto di vista grafico, Feisty Fawn include un tema ampiamente rivisitato e permette di attivare effetti 3D per il desktop.

In Ubuntu 7.04 è stato infine incluso il modulo Kernel Virtual Machine (KVM), che permette di far girare più sistemi operativi sullo stesso PC, ed il supporto alle estensioni hardware Intel VT o AMD-V e a VMI, che ottimizza le performance di VMware. Al debutto anche Jetpipe, una nuova architettura per la stampa dedicata ai thin client.

Va segnalato come, nella giornata di ieri, i siti di Ubuntu siano stati a tratti irraggiungibili o molto lenti.

“Risulta impossibile connetersi al sito di ubuntu, sia nell’edizione curata dalla community italiana di ubuntu-it.org, sia in quella internazionale, ubuntu.com. Evidentemente le richieste di contatto sono davvero innumerevoli!!”, ha scritto ieri pomeriggio alla redazione di Punto Informatico un lettore.

Lo staff di Ubuntu raccomanda agli utenti di scaricare le ISO di Ubuntu avvalendosi di BitTorrent.

Come noto Ubuntu è una distribuzione Linux basata su Debian nata nell’ottobre 2004 con il rilascio della versione 4.10 “Warty Warthog”: i numeri di versione usano la cifra intera per indicare l’anno e quella decimale per indicare il mese di rilascio.

a cura di Simone Brunozzi e Alessandro Del Rosso

Pagina per il donwload: qui

Installare programmi..

Sunday, May 20th, 2007

Per chi si è appena avvicinato a Linux, uno dei principali problemi (per i più esperti è un pregio …) è l’installazione dei programmi: non sempre agevole e immediata. In realtà ciò non è totalmente vero perché strumenti come “dpkg” di Debian o il recente “urpmi” di Mandrake rendono sicuramente le cose più semplici. Anche se i problemi non mancano.
I programmi che ci troviamo ad installare possono presentarsi a grandi linee in tre classi:

  1. in formato pacchettizzato (.rpm o .deb)
  2. con installatore (.bin o altro)
  3. con codice sorgente (.tar.gz, .tgz, .bzip, .zip)

Primo caso - pacchetti rpm
Sono i pacchetti utilizzati dalle maggiori distribuzioni Linux, come Mandrake, Red Hat, Suse, ed altre). Per l’installazione si può utilizzare una finestra di terminale o uno dei tool grafici disponibili per le varie distribuzioni (es. gnorpm, kpackage o, per la Mandrake, rpmdrake).
Da finestra di terminale, la procedura da seguire è abbastanza semplice, basta digitare, da utente root: “rpm -Ivh /doveeilfile/nome.rpm” per installare e “rpm -Uvh /doveèilfile/nome.rpm” per aggiornarlo.
Con strumenti grafici: scegliere la relativa icona dai menù o in una finestra di terminale acquisire i privilegi di root:
su <<invio>>
immettere la password di root
far partire il programma digitando il nome e dando invio.
Problemi: L’operazione non sempre va a buon fine. Può capitare che il pacchetto che vogliamo installare necessiti di altri pacchetti per poter funzionare, si hanno, cioè, problemi di dipendenza. Per risolverli dovremo installare anche gli altri pacchetti, con la necessità di reperirli e con la preoccupazione che questi necessitino a loro volta di altri pacchetti.

Primo caso - pacchetti rpm utenti Mandrake
Chi usa mandrake trova come installatore di pacchetti una versione migliorata di rpm: urpmi (versione grafica rpmdrake). Che non solo ci dice i possibili problemi di dipendenza ma li risolve automaticamente installando gli altri pacchetti necessari, se disponibili.
Per notizie più approfondite su urpmi, guarda questa pagina.

Primo caso - pacchetti deb

Sono i pacchetti che utilizza la Debian, permettono una gestione più avanzata dei pacchetti alla quale si è avvicinata la Mandrake con urpmi (vedi sopra). I comandi sono i seguenti:
dpkg -i ./percorso/nomepacchetto.deb
oppure, utilizzando il programma apt-get:
apt-get install nome_pacchetto
in questo secondo caso non è necessario indicare l’estensione del pacchetto né dove si trova si occuperà apt-get di trovarlo tra le fonti che noi avremo indicato in precedenza al programma.

Secondo caso - installatore
La procedura può variare da un programma ad un altro, il consiglio è quindi quello di leggere attentamente il file README, o comunque, le note di installazione che seguono il programma o che sono contenute sul sito del programma stesso.
In generale si può dire che esistono due tipi di programmi quelli già eseguibili (bin), per questi basta lanciali da consolle con un “./nome_del_programma.bin” se ci dovesse essere un errore del tipo “programma non eseguibile” bisogna rendere eseguibile il programma con “chmod +x ./nome_prog.bin”. Un esempio di questo tipo di programmi è Realplayer.
Altre volte il programma si presenta come un archivio .tar.gz, .tgz, bzip,.zip, o altro tipo.
Dobbiamo per prima cosa scompattare il pacchetto in una directory a nostro piacere, può bastare un tar xvfz ./file_da_scompattare. A questo punto dobbiamo lanciare il file d’installazione (indicato nel file README o INSTALL, solitamente install, setup o simili) che si occuperà di installare il programma. Esempi di programmmi di questo tipo sono: Staroffice, Openoffice, Acrobat Reader.

Terzo caso - codice sorgente
Il terzo caso è quello più complicato perché gli errori sono difficile da risolvere per un neofita. Semplificando al massimo bisogna, come utente root (ma non sempre è necessario):

  • Scompattare il programma in una directory (solitamente /urs/src)
  • Spostarsi in tale directory
  • Leggere i file README e/o INSTALL
  • Dare un “./compile”
  • Poi “make”
  • E ancora “make install”

All’apparenza quest’ ultima procedura non è molto complessa, e in realtà non lo è se non fosse che spesso bisogna modificare a mano le impostazioni contenute in un qualche file, che possono verificarsi errori in una delle fasi sopra elencate di cui non si intuisce facilmente il problema (solitamente mancano librerie). Ma se vi piace smanettare riuscire ad installare un programma in questo modo è sempre una soddisfazione.

Disinstallare i programmi

Anche qui possiamo differenziare l’operazione in base al tipo di programma. Nel primo caso potete effettuare l’operazione con lo stesso programma usato per l’installazione.
Nel secondo caso potete rilanciare l’installer e scegliere disinstalla, se presente, oppure cancellare tutta la cartella con il programma installato, prestate attenzione che non ci siano vostri file personali dentro ;)
L’ultimo caso, l’installazione dai sorgenti, è il più complesso. Se avete ancora la cartella con i file ottenuti dal processo di compilazione basta dare il comando:
make uninstall
Se invece non li avete più, potete riscaricare il pacchetto in versione sorgente (mi raccomando che sia lo stesso numero di versione), lanciare il comando configure con gli stessi parametri usati durante l’installazione e poi dare make uninstall. Come rimedio preventivo potete usare un tool come Checkinstall che monitora le fasi di installazione dei programmi da sorgente e ne permette una rimozione molto più semplice.